La professione della signora Warren

Teatro Boiardo. 26 Gennaio ore 21.

E’ ovvio che la professione del titolo è quella più antica del mondo e tanto basta al geniale George Bernard Shaw (1856-1950) per dare vita ad una commedia di efficacia dirompente per il modo con il quale viene trattato l’argomento, ancora oggi scottante, della prostituzione. Il tema viene affrontato senza moralismi, anzi denunciando l’ipocrisia ed i compromessi della società.

La professione della signora Warren è allo stesso tempo una commedia brillante e impegnata, in grado di catturare il pubblico. Un saggio straordinariamente esemplare del linguaggio e del tipico umorismo di Shaw, una delle migliori uscite dalla penna di questo maestro della parola teatrale, premio Nobel nel 1926. Per i critici, ma anche per lo stesso autore che nel 1897 in una corrispondenza con l’attrice Ellen Terry sottolineava “è di gran lunga la migliore commedia che ho scritto, e oggi mi agghiaccia il sangue nelle vene”.

La professione della signora Warren, ultimata nel 1894, fa parte della raccolta “Commedie Sgradevoli” e fu a lungo osteggiata dalla censura che permise di rappresentare quest’opera ufficialmente solo nel 1924, dopo trent’anni di anticamera.

La storia è quella di Vivie, una ragazza brillante e moderna nonché “di sani principi”, che scopre all’improvviso che il benessere in cui è stata allevata deriva dai proventi che la madre trae da varie case di malaffare sparse in tutt’Europa. Al suo comprensibile choc, la madre risponde difendendo la propria “professione” in quanto conseguenza, e non certo causa, di quei mali e di quei vizi che il mondo condanna in pubblico e pratica in privato.

Qui abbiamo a che fare con il denaro sporco guadagnato a profusione da una signora, donna – ecco la novità – che non si vergogna e non si pente della sua professione, anzi la giustifica, la mette in relazione con la propria originaria povertà. Il denaro guadagnato in questo modo, dice la protagonista, non è diverso da quello ricavato “onestamente”. E cita un amico dalle rendite misteriose o gli industriali che accumulano profitti sfruttando le operaie.

In questa nuova messa in scena del capolavoro di Shaw prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano, il personaggio della signora Warren è affidato a Patrizia Milani, affiancata nella parte della figlia da Gaia Insenga. Accanto alle due protagoniste femminili Carlo Simoni, Andrea Castelli, Riccardo Zini e l’altro giovane interprete Massimo Nicolini. La regia porta la firma di Marco Bernardi, che a distanza di alcuni anni torna a cimentarsi con un’opera di Shaw dopo il successo de “Il maggiore Barbara” con Gianrico Tedeschi.

Vale la pena ricordare la famosa battuta di Bertold Brecht: “Shaw è un terrorista. Ma il suo terrorismo è inconsueto e usa un’arma inconsueta: lo humor”.

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