Chi è timido nei confronti dell’altro sesso può vivere tempi duri quando si tratta di uscire allo scoperto e abbordare una lei (o un lui) che piace. Ma la tecnologia ancora una volta aiuta: per un single che si sente perduto o troppo impacciato all’idea di farsi avanti, ma anche per chi vuole ampliare la sfera dei propri amici c’è Flitter, il cui nome è un mix di parole tra il classico “flirtare” e Twitter, il noto servizio di microblogging.
I Flitter Party, organizzati prima in Australia, si sono rapidamente diffusi nel Nord America. La moda vera e propria è stata inaugurata in Canada in occasione dello scorso San Valentino: partecipare a un Flitter Party significa trovarsi in una sala semibuia insieme a centinaia di persone, tutte armate di telefonini collegati a Twitter e di un cartellino bianco con una cifra identificatrice: ci si guarda intorno e, individuato un partner di potenziale interesse, si invia a lei o a lui un complimento che deve rigorosamente terminare con la parola ‘flitterme’. Chi riceve il messaggio può decidere di mettersi in contatto con il mittente oppure declinare gentilmente l’invito.
Flitter è stato ideato da Justin Parfitt, fondatore e amministratore delegato di un service provider canadese. Il sistema ha conquistato la curiosità dei single in cerca dell’anima gemella, ma anche l’attenzione degli appassionati di nuove tecnologie che si sono divertiti a sperimentare il nuovo tipo di interazione. “Aiuta i timidi a farsi un po’ di coraggio”, ha commentato un 23enne reduce da un party a Toronto. Non manca naturalmente chi è restio a prestarsi al corteggiamento digitale e resta fedele a quello più tradizionale e vecchio stile. “Ho inviato un twit alla numero 19 per dirle che è molto carina, ma non l’ho trovata più”‘, ha raccontato un 27enne. Il ragazzo, pur appassionato di Twitter, lo giudica uno strumento poco adatto a flirtare.






