Tra bimbi appena nati e madri c’è una sorta di “filo empatico” che permette a queste di comprendere per quale motivo il piccolo sta piangendo. Spesso a una madre basta un’occhiata per capire a cosa sono dovute le lacrime del neonato. Tra poco tempo, per chi ancora non ha affinato questo sesto senso materno o non ce l’ha del tutto, sarà a disposizione il traduttore di emozioni capace di svelare i motivi del pianto.
Chiamatelo istinto materno, chiamatelo sesto senso uterino, le madri hanno la capacità “magica” di riuscire a comprendere perché il proprio bimbo piange. E riescono a farlo anche quando il campo della logica deduttiva si restringe, ovvero quando il piccolo ha appena mangiato e ha il pannolino pulito.
Questa è una capacità che, col tempo, tende a svilupparsi ma spesso non contempla nonni e parenti che, saltuariamente, sono chiamati ad accudire i bambini, in assenza dei genitori. In loro soccorso, e in soccorso di quelle madri che stanno sviluppando questo affascinante sesto senso, arriva la tecnologia che propone una macchina capace di riconoscere e tradurre il pianto dei bambini.
Attualmente in fase di test conclusivi prima di assalire il mercato, è in grado di identificare le lacrime dovute alla fame, alla necessità di un pannolino fresco, alla voglia di coccole e ad altre necessità e sentimenti primigeni quali l’eccesso di sonno o la paura. Il congegno, messo a punto in Giappone, conta sull’apporto delle esperienze di quei genitori che ne stanno già facendo uso in fase di test e sembra riuscire a tradurre con successo il 96% dei casi.
Il team della International University of Hiroshima che lo ha sviluppato dice che saranno i padri a farne maggiore uso, aumentando il coinvolgimento degli stessi nella crescita dei bimbi, fase che vede gli uomini spesso confrontati con difficoltà che causa qualche piccola frustrazione.






