Coppia: meglio non vivere insieme

Passata la bufera di cuoricini e petali di rosa legata a San Valentino, scocca l’ora della rivincita dei single. E, a favore di una sana indipendenza, nonché di una nota di sadica consolazione per quanti un partner fisso non ce l’hanno o non lo vogliono, arriva uno studio, secondo il quale la casa coniugale, da nido d’amore, si trasforma in un nido di vespe: insomma, il fatto di condividere l’abitazione può trasformarsi in un vero boomerang.

Lo rivela un’indagine di Casa.it, il portale immobiliare con oltre 600.000 annunci e 2.300.000 utenti al mese, commissionata per analizzare le tendenze e gli atteggiamenti delle coppie italiane che hanno deciso di maturare un’esperienza di vita condivisa fra le mura domestiche. I risultati non lasciano dubbi: le divergenze di gusto, le cattive abitudini dei partner e la necessità di condividere  spazi ristretti possono mettere a dura prova la coppia, fino a mandarla in crisi. Si comincia a litigare già a proposito della scelta dell’arredamento che, nella maggior parte dei casi, è frutto di una lunga negoziazione con il partner (69,8%), che si conclude solo a prezzo di compromessi e concessioni reciproche.

Tra i nodi più “caldi” ci sono il colore delle pareti (19,9%), seguito dalla scelta del divano (17%), delle tende (10,9%) e dagli elettrodomestici della cucina (10,9%). Banali elementi di arredo, come quadri (16,6%), vasi o piante (12,9%) possono trasformare le giornate in una specie di campo minato che minaccia il quieto vivere, in aggiunta a fastidiose abitudini, tra cui schizzi d’acqua su specchi e pavimenti (29,7%), vestiti e scarpe disseminati un po’ dappertutto  (27,1%) o noiose richieste di aiuto per la ricerca di oggetti apparentemente introvabili (28,6%).

Un altro pomo della discordia tra partner e motivo di scontri a non finire nei confronti del partner può essere la necessità di condividere gli spazi vitali, a partire dal bagno (24,5%). Per non parlare delle piccole battaglie quotidiane per il controllo di alcuni piccoli oggetti di potere domestico, come il telecomando della tv per il quale litiga il 27,4% del campione, seguito dal computer (14,5%). Insomma, alla luce dell’indagine, sembra che i due cuori vivano molto meglio… in due capanne diverse.

Articolo tratto da TgCom

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