Il Consiglio di Stato ha definitivamente chiuso a favore del Comune di Scandiano, affiancato dall’avvocato Mario Riccio, il lungo braccio di ferro avviato con la famiglia Rabboni per l’esproprio dell’area su cui sorgerà il nuovo polo fieristico di Scandiano in zona “Bella Venezia”. La IV sezione del Consiglio di Stato, accogliendo le eccezioni e le deduzioni dell’Amministra – zione, ha confermato l’ordinan – za del Tar di Parma del 20 ottobre 2009, con cui era stata respinta la domanda cautelare dei Rabboni «considerato che, allo stato – si legge nelle motivazini – le questioni dedotte non giustificano la concessione dell’invo – cata misura cautelare». Altro nodo della vicenda è rappresentato dall’indennità di espropriazione riconosciuta dal Comune ai proprietari del terreno, e ritenuta «assolutamente congrua – scrive l’avvo – cato Riccio – allorché si consideri che la concessione edilizia per l’edificazione del capannone degli espropriati, rilasciata il 26/11/1980, è decaduta per mancata esecuzione delle opere assentite nel termine triennale e nell’ulteriore proroga concessa dal Comune, non avendo i signori Rabboni, quindi, mai completato la costruzione». Una circostanza confermata incidentalmente anche dal Tar nell’ottobre del 2004. Anche qu ell ’ordinanza cautelare del Tribunale parmigiano era stata successivamente confermata sempre dalla IV sezione dal Consiglio di Stato nel dicembre dello stesso anno. «Merita infine ricordarsi – si legge nella nota – che l’espropriazione parziale di terreni dei signori Rabboni si è resa necessaria per edificare il nuovo polo Fieristico di Scandiano, avente valenza sovracomunale, la cui costruzione è normativamente promossa e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna. La rilocalizzazione del polo fieristico in Via Mazzini consentirà inoltre al Comune di Scandiano di ampliare ed implementare l’attività fieristica, essenziale per la ripresa delle attività economiche del territorio, nonché di recuperare, dal punto di vista urbanistico- edilizio, anche l’a ttuale sede in Piazza Prampolini, ai margini del centro storico, che costituisce un punto nevralgico per il riassetto del centro in relazione alla sua portata dimensionale e alla sua collocazione baricentrica».
Articolo tratto da l’Informazione di Reggio






